
Il prof Vincenzo Crosio
di Massimiliano Gargiulo
Grande partecipazione di studenti e docenti al convegno Meridionalismo e Meridionalità che si è tenuto sabato, 19 dicembre 2015, presso la sala convegni dell’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Vilfredo Pareto” di Arco Felice, Pozzuoli. Il convengo, organizzato dall’Associazione per il Meridionalismo Democratico (AMD) e il Centro Studi Sociali ed Economici “Sandro Pertini”, in concerto con dell’ITGC Pareto, e moderato da Francesca Aleotti di AMD, ha affrontato vari temi, sociali ed economici, di grande interesse per i prossimi diplomandi dell’ITGC Pareto, incentrati sulla rinascita ed il riscatto dei Campi Flegrei e, in generale, del nostro Sud.

Sala Convegni dell’ITCG Vilfredo Pareto, Pozzuoli
In sala, oltre agli studenti, docenti e dirigenti scolastici di altri istituti, c’erano anche i rappresentanti di associazioni flegree, alcuni rappresentanti politici meridionalisti e, purtroppo solo uno, ma comunque gradito, consigliere comunale della città di Pozzuoli.
La dirigente scolastica, Donatella Mascagna, nel dare il benvenuto ai partecipanti, ha rimarcato l’importanza formativa di questo evento per giovani diplomandi che si offriranno a breve sul mercato del lavoro in un territorio che avrebbe buone opportunità se fosse rivalutato.

il tavolo dei relatori
Proprio sulla rivalutazione del territorio dei Campi Flegrei, Vincenzo Crosio, docente della scuola e Segretario della Sezione Flegrea dei Meridionalisti Democratici, ha spiegato nella sua relazione introduttiva, come la creazione di cooperative sociali, organizzate in rete sul territorio, possa essere l’alternativa al degrado economico, operato da un secolo e mezzo di politica nazionale che ha depredato e mortificato il Sud; l’unica alternativa per lo sviluppo e la costruzione di ricchezza collettiva è quella della costituzione dei biodistretti territoriali che, messi in rete tra loro, possono rendere economicamente autonomo il Meridione. Quindi, prendere coscienza e conoscenza delle risorse esistenti ed investire nella formazione giovanile, per acquisire il know-how necessario, sono fattori fondamentali per la messa a reddito del patrimonio naturale e culturale flegreo.
Ne
l saggio “Il progetto locale” (A. Magnaghi, Boringhieri, 2010) è scritto che “Il territorio è un organismo vivente ad alta complessità, un prodotto dell’incontro tra eventi culturali e natura, composto da luoghi dotati di identità, storia, carattere, strutture di lungo periodo”. Per ben interpretare ed organizzare un territorio, Anthony M. Quattrone, Direttore della Scuola Internazionale di Napoli, ha relazionato sulla necessità di sviluppare e applicare una visione sistemica del territorio, collegando cause e effetti, cercando le interconnessioni fra gli eventi. Il rilancio e il riscatto dei Campi Flegrei può avvenire, secondo Quattrone, applicando in modo rigoroso la metodologia sistemica, collegando archeologia, paesaggistica, produzione alimentare, artigianato, commercio, ecc., attraverso una visione dell’insieme, creando le necessarie sinergie.
Il contributo di Salvatore Vorzillo, da poco ex alunno dell’ITCG Pareto ed ora manager nella NGW Spa, che commercializza prodotti tecnologici della Green Economy, ha dato un messaggio di ottimismo affinché quei ragazzi che tra un anno si affacceranno al lavoro o alla formazione universitaria, possano pensare che un’alternativa all’emigrazione o ad un posto statale è possibile, per migliorare se stessi e la propria terra d’origine.

Il dott. Gianni Ruzza, direttore commerciale della Banca del Sud, e il dott. Nicola Olivieri, presidente di AMD
Nicola Olivieri, medico ambientale e presidente di AMD, ha riportato l’esperienza, nei Campi Flegrei, dell’Ecovillaggio Green Feel a Licola-Varcaturo, ai margini della Terra dei Fuochi, come esempio di un nuovo modo di fare agricoltura. Nati come orti sociali, divenuti poi “azienda sociale” per la distribuzione ai soci di alimenti di agricoltura biologica e biodinamica. Ma oltre lo scopo alimentare AMD-Green Feel è diventato un EcoVillaggio in cui sono condivise esigenze culturali basate su principi di appartenenza e di territorialità, con “consumo” di eventi culturali e didattici. Può questo essere l’embrione di una risposta dal basso contro la catena speculativa della grande distribuzione del Nord? Credo di sì.
Ma dove prendere i capitali necessari per creare impresa nei Campi Flegrei? “Raccogliere i risparmi dal Sud e reinvestirli nel Sud!”. Questa frase, che ha suscitato l’applauso della sala, è stata pronunciata da Gianni Ruzza, direttore commerciale della Banca del Sud, nel corso della sua relazione sugli aspetti finanziari di una banca del territorio, al servizio dello sviluppo economico del territorio stesso e, più in generale, del Sud, dove a parte un paio di piccole realtà, il credito è gestito da istituti con sede al Nord o all’estero.

Vincenzo Porzio, impresa sociale “La Paranza”
Di grande spessore e interesse è stato l’intervento di Vincenzo Porzio, della Cooperativa Sociale Onlus “La Paranza”, di Napoli, illustrando l’attività svolta, dalla nascita nel 2006, nel quartiere Sanità, “in un quartiere diviso tra contrasti e grandi risorse”, come recita l’incipit del sito web. Esperti in storia dell’arte, archeologi, restauratori, operatori turistici sono alcune delle specializzazioni dei giovani della Cooperativa che, tra altre attività, ha restaurato e gestisce le catacombe di San Gaudioso e di San Gennaro, con un flusso turistico che cresce di anno in anno, creando sempre più posti di lavoro (anche nei servizi e nell’indotto) e rendendo il quartiere sempre più bello, migliorando la qualità della vita e dei rapporti sociali nello spirito della solidarietà.
Questo convegno ha evidenziato tre aspetti importanti:
–il primo, che avanza e si diffonde sempre di più la meridionalità, cioè la presa di coscienza di essere meridionali, non in senso geografico ma come soggetti politici e la consapevolezza che la differenza con il resto della nazione italiana non è solo culturale, ma strutturale, una differenza che è l’effetto di cause artificiali imposte a danno del Sud per favorire il Nord;
–il secondo, che di questi argomenti si parla nelle scuole, dando ai giovani strumenti per lo sviluppo del senso critico, da un secolo e mezzo mortificato da contenuti didattici mistificati;
–il terzo, che aumenta l’interesse dei cittadini attivi ai temi politici meridionalisti.