Gigi Di Fiore: La nazione napoletana. Controstorie borboniche e identità «suddista»

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Da sinistra a destra, Tony Quattrone, Gigi Di Fiore, Nicola Palermo e Vincenzo Pastena

Tra le mura medioevali della corte del Palazzo Baronale nell’antico Borgo di Casapozzano (Caserta) si è svolto l’incontro dibattito con il giornalista, studioso meridionalista Gigi Di Fiore nell’occasione della presentazione del suo ultimo libro “La Nazione Napoletana”. L’evento è stato organizzato da Carlo Cascella e Nicola Palermo della nostra associazione. L’avvocato Vincenzo Pastena, che ha gentilmente concesso l’uso delle sale e della corte del Palazza Baronale, ha dato il benvenuto ai convenuti illustrando nell’occasione il ben riuscito progetto, che senza alcuna sovvenzione pubblica, ha dato nuova vita all’antica struttura del 1100.

La nazione napoletanaLa coinvolgente lettura a cura di Arturo Delogu, attore dell’associazione culturale Artemide, di alcuni brani tratti dal libro ha consentito al moderatore, Tony Quattrone dell’Associazione per il Meridionalismo Democratico, di stimolare abilmente l’autore su alcuni temi chiave del meridionalismo. Di Fiore ha parlato dell’importanza della ricostruzione della verità storica, del ruolo del nuovo Stato italiano nel nascondere le verità dei “vinti del risorgimento”, dell’affezione verso la Nazione napoletana anche da parte dei liberali napoletani, che non volevano affatto la distruzione della Patria e la sua dissoluzione dello stato straniero sabaudo. Di Fiore parla senza mezzi termini di una Nazione Napoletana che vanta ben sette secoli di esistenza fino alla sua dissoluzione attraverso l’occupazione armata piemontese di 154 anni fa e la creazione del nuovo stato italiano come emanazione del regno sardo-piemontese.

Spirito senza tempoIl libro, raccontando storie di personaggi eroici della Nazione Napoletana che sono stati dimenticati o meglio rimossi totalmente dalla storiografia ufficiale italiana, traccia un percorso identitario napoletano che la nuova nazione italiana, fin dalla sua nascita, ha voluto o dovuto reprimere sia per mano armata sia attraverso la cultura. Gli eroi che Di Fiore racconta non sono mai riusciti a diventare eroi popolari napoletani proprio perché la sistematica sostituzione dei simboli dell’identità napoletana con quelli della nuova nazione savoiarda è stata un’operazione che è andata, purtroppo, a buon fine. Gli “eroi” dei vincitori, i Garibaldi, i Cavour, i Mazzini, i Savoia, e altri personaggi “risorgimentali” hanno occupato gli spazi che una storia diversa avrebbe riservato ai simboli della patria napoletana. Il successo dell’operazione mistificatoria italiana è ancora viva oggi leggendo i nomi della topografia delle città occupate militarmente 154 anni fa: “Via dei Mille”, “Piazza del Plebiscito”, “Piazza Mazzini”, Piazza Garibaldi”, “Corso Vittorio Emanuele”, ecc. Ancora peggio è stata l’elevazione a eroi anche di personaggi che si sono macchiati di orrendi crimini contro le popolazioni napoletane e siciliane, come Nino Bixio e il generale Enrico Cialdini.

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Palazzo Baronale nell’antico Borgo di Casapozzano (Caserta)

La forza del libro sta nella abilità di Di Fiore di portare il lettore direttamente nello spazio-tempo degli avvenimenti che descrive attraverso la minuziosa ricostruzione di dettagli recuperati utilizzando una metodologia scientifica basata sulla consultazione di archivi storici e di documenti accademicamente rilevanti.

 

Vi invitiamo a leggere la recensione pubblicata da Isaia Sales  su “Il Mattino” del 12 maggio 2015 e sul “Quotidiano di Puglia” il giorno successivo. Per leggere l’articolo di Sales, cliccare e ingrandire le foto qui sotto.

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