Il meridionalismo democratico e il Freedom of Information Act

Successo del Convegno sul Freedom of Information Act (FOIA)

Francesco Menna

L'Antisala dei Baroni

L’Antisala dei Baroni

L’ associazione PRO.TE.NEO – progetto territoriale neomeridionalista e l’associazione “per il Meridionalismo Democratico”, hanno organizzato il giorno 7 Febbraio un convegno sul FOIA nell’Antisala dei Baroni al Maschio Angioino dando seguito all’invito del Comitato promotore, che ha avuto il suo momento di massima espressione nel recente incontro “Giornata della Trasparenza” tenutosi lo scorso 19 Settembre presso la sede della Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) indetta per la adozione di un Freedom Of Information Act in Italia. Lo scopo era quello di sollecitare il parlamento ed il governo ad approvare leggi sulla trasparenza degli atti della Pubblica Amministrazione per garantire una completa informazione e un effettivo controllo dei cittadini sugli atti pubblici. Il Freedom of Information Act è una legge americana degli anni ’70 che consente ai giornalisti e a chiunque lo richiede di avere accesso con assoluta facilità agli atti del governo e della pubblica amministrazione. Da alcuni anni questa comune “regola di trasparenza” è anche una norma del diritto europeo e gran parte degli Stati membri (dall’Inghilterra, alla Francia, dalla Germania all’Olanda) si è adeguata a essa. In Italia, che finora è rimasta fuori da questo circuito virtuoso, vige, infatti, una legge degli anni ’90 che disciplina il diritto di accesso agli atti della pubblica amministrazione, ma lo subordina a presupposti oggettivi e soggettivi molto stringenti.

E’ stata lanciata nel convegno di settembre una proposta di legge che è stata oggetto di esame nel corso del nostro incontro.

Antisala dei Baroni, convegno sul FOIA, 7 febbraio 2013

Antisala dei Baroni, convegno sul FOIA, 7 febbraio 2013

Il movimento meridionalista, di cui le associazioni promotrici di questo incontro sono espressione, sosterrà con forza l’adozione del FOIA in Italia. Accanto e prima dell’idea meridionalista entrambe le associazioni coltivano e perseguono quella di progresso democratico in un momento storico in cui entrambi i valori sembrano aver subito una pesante battuta d’arresto.

Ed è guardando all’idea di progresso democratico che abbiamo pensato a questo incontro sul FOIA, su quello che ci è piaciuto definire “il diritto soggettivo” di accesso agli atti della pubblica amministrazione, ritenendo che le finalità di rinascita del meridione non possano ragionevolmente prescindere dall’adozione in tempi brevi, anche in Italia, di un meccanismo di informazione, che ponga le premesse di una profonda trasformazione della politica e del modo di amministrare la cosa pubblica.

Questo convegno si è prefissato l’obiettivo di coltivare questa idea, di tenerla viva e di far sì che essa diventi sempre più condivisa e forte per diventare quindi, in un futuro che ci auguriamo prossimo, realtà.

Gigi Di Fiore e Giuseppe Fiengo

Gigi Di Fiore e Giuseppe Fiengo

Il convegno è stato condotto con la sua consueta maestria e competenza dal nostro amico, giornalista e scrittore, Gigi di Fiore, che tutti ben conosciamo e apprezziamo per la sua lunga e sapiente opera di diffusione della verità storica sugli ultimi 150 anni di storia del nostro Sud.  Gigi di Fiore è stato la nostra preziosa guida in un terreno non agevole in cui il tecnicismo legislativo è stato sapientemente superato per lasciare il passo, alla conclusione dei lavori, alla sola forte percezione della necessità che la trasparenza degli atti della pubblica amministrazione diventa, non punto di arrivo, ma di partenza per una democrazia sempre più forte e partecipata.

Gli interventi dei relatori sono stati tutti improntati nel segno della grande chiarezza esemplificativa e della precisa ricostruzione storica di uno strumento potente come il FOIA.

Conchita Sannino e Anthony  M. Quattrone

Conchita Sannino e Anthony M. Quattrone

La prima a intervenire è stata la giornalista Conchita Sannino di “La Repubblica” che ha sviluppato il suo discorso mostrando come il lavoro attuale di un giornalista sia estremamente complicato e frenato dalla mancanza di uno strumento che consenta l’accesso agli atti della pubblica amministrazione. Nel raccontare con dovizia di particolari le enormi e anche comiche tribolazioni che ha dovuto subire nel cercare di ricostruire per la sua indagine giornalistica i percorsi di alcune delibere del comune di Caserta, alla fine ci ha fatto sorridere quando la conclusione è stata la seguente: una funzionaria, molto disponibile e forse anche un po’ impietosita, le ha candidamente confessato “Signorina bella guardi che qua ci sono 120 uffici di cui non sappiamo ne come sono organizzati ne cosa facciano. Per cui lasci perdere. Anche volendo non saprei come aiutarla!”  E se è impossibile ricostruire il percorso di delibere amministrative, che poi hanno effetto su noi tutti, per una giornalista professionista del calibro di Conchita figuriamoci le chances che avrebbe un comune cittadino come noi!

Anthony M. Quattrone e Francesco Menna

Anthony M. Quattrone e Francesco Menna

A seguire è stato l’intervento del Presidente dell’International School of Naples, Anthony M. Quattrone. Il nostro Tony, iscritto all’Associazione per il Meridionalismo Democratico, ci ha delineato un quadro storico affascinante, coinvolgente e preciso di come sia entrato nel comune sentire dei cittadini degli Stati Uniti il concetto di FOIA, che poi è un acronimo coniato proprio in quella grande democrazia che sono gli USA. Come sempre quando vuoi veramente capire il significato e il valore di un concetto lo devi inquadrare nel suo evolversi storico. E Tony partendo da una dichiarazione di principio sulla trasparenza fatta già dal quarto presidente americano, Madison, ma rimasta lettera morta per più di un secolo ci ha tenuto avvinti al suo discorso saltando al periodo post bellico. Dopo il terribile e pericoloso periodo del maccartismo, dove la semplice accusa di comunismo da parte di un qualsiasi agente federale poteva avere conseguenze molto gravi, negli anni 50 alcuni parlamentari democratici iniziano a proporre provvedimenti per favorire la trasparenza amministrativa che potesse garantire maggiormente i diritti legittimi dei cittadini. Ci ha spiegato come la prima proposta di legge sul FOIA sia stata presentata nel 1966 da un Congresso a maggioranza democratica, con forte appoggio da parte dei repubblicani. La legge quindi è stata approvata in modo bipartisan praticamente all’unanimità. Esempio di come si possa al tempo stesso fare gli interessi della propria parte così come di tutta la nazione!

Ci ha spiegato come il FOIA in America riguardi l’attività legislativa e come prima di far funzionare la legge ci siano voluti una decina di anni ed un considerevole investimento. Le cose non si fanno gratis ma andando come si dice con i soldi in bocca: negli USA nel 2010 il costo del FOIA per le agenzie federali è stato di circa 400 milioni di Euro. Ci ha fatto capire come le “corti” giudiziarie abbiano potere nei casi controversi di decidere sul secretamento o meno di un certo atto e come in caso di non rispetto della legge le sanzioni possano essere molto severe. Il FOIA è una cosa seria insomma. Nel 2011 su oltre 650.000 richieste, più del 70% sono state evase in poco più di 20 giorni con un costante miglioramento negli anni della percentuale di evasione e della celerità nei tempi. Poi come ha fatto notare il relatore ci sono anche file aperti dagli anni ‘90 per la difficoltà nel reperire gli atti, ma sono casi particolari e complessi. Infine c’è anche la possibilità che il proprio senatore o deputato eletto nel proprio territorio possa chiedere per conto dei propri elettori l’accesso agli atti se necessario. E il senatore lo fa eccome! I suoi elettori sono importanti e sono tutelati dal proprio rappresentante al governo.

Antisala dei Baroni - convegno FOIA, 7 febbraio 2013

Antisala dei Baroni – convegno FOIA, 7 febbraio 2013

A seguire è intervenuto il vice avvocato generale dello stato, Giuseppe Fiengo, che ha spiegato, senza utilizzare un linguaggio da leguleio ma, invece, comprensibile da tutti, come il FOIA sia un fatto di civiltà e di qualità della vita prima ancora che un fatto di diritto. Lui, che tra l’altro è chi ha scritto e presentato al Consiglio dei Ministri la proposta di legge, ci ha chiarito senza giri di parole come i vari governi succedutesi e buon ultimo quello attuale in carica, con Monti premier, abbiano apparentemente accolto le tesi sulla trasparenza e l’accesso agli atti per poi diluirle nei fatti con decreti legislativi che ne riducevano la forza ed in sostanza ne tradivano lo spirito originario.

Buon ultimo il decreto legislativo di fine 2012 sull’accesso civico, come dal governo denominato, che parla si di trasparenza e di accesso ma poi lo limita ai soli titoli senza poter vedere le cosiddette carte e lo fa con scadenza di 6 mesi in 6 mesi. Come faceva notare l’avvocato Fiengo, in molti casi la tempestività dell’accesso fa la differenza tra l’utilità o meno dell’informazione. Se il danno è fatto, poi è difficile porvi rimedio! Ci ha poi illustrato come il nostro legislatore usi un po’ il movimento del gambero che prima fa un passo avanti per poi rimangiarsi in parte o in tutto il progresso fatto tornando sulle proprie decisioni. Insomma il FOIA a chiacchiere tutti lo vogliono ma poi nei fatti lo interpretano in modo restrittivo se non addirittura snaturato. Ci ha fatto l’esempio di una misura molto efficace e semplice nell’applicazione, come quella che prevede l’efficacia di una delibera solo dopo la sua pubblicazione sul web, che era riuscito a far inserire in un decreto legislativo del ministro Passera, che poi prontamente è stata revocata dal collega della funzione pubblica definito dallo stesso, con una punta di malizia, un po’ conservatore! Insomma dura la strada per il FOIA in Italia.

Marco Esposito e Ettore Pastore Alinante

Marco Esposito e Ettore Pastore Alinante

Dopo l’avvocatura dello stato ha parlato l’assessore Marco Esposito, chiamato in causa nella sua qualità di amministratore e assessore della capitale del sud. Quindi in qualche modo è intervenuto stando sul banco degli imputati! Marco, di cui conosciamo e apprezziamo la vera e sincera politica meridionalista, ci ha spiegato in dettaglio la farraginosità, lentezza e disorganizzazione della macchina comunale. Ma non sottraendosi all’argomento in questione, nascondendosi dietro la risaputa inefficienza di tante amministrazioni, ci ha chiaramente spiegato come per un amministratore il FOIA debba costituire un naturale strumento di stimolo e di confronto nello svolgimento della propria attività. Tra i vari aneddoti del suo mandato ce ne ha raccontato uno che svela come l’inefficienza e lo spreco, purtroppo, si allignino ancor più al nord che al sud, ma questo per i diktat e i pregiudizi antimeridionali non può emergere. Non può passare ufficialmente e pubblicamente che si spende di più e male al nord che al sud! Per questo nel momento in cui si scopre che la spesa media delle amministrazioni è mediamente maggiore al nord che al sud l’agenzia delle entrate, che dovrebbe pubblicare i dati ufficiali di spesa, cosa s’inventa? Una bella carta del bel paese in cui compaiono 8.000 pallini rossi, uno per ogni comune, grande o piccolo in proporzione alla spesa media!  Facile immaginare come un tale diagramma sia diventato un’unica grande macchia rossa in cui non è possibile distinguere tra comuni virtuosi e comuni spendaccioni! E i singoli dati disaggregati, comune per comune. Non è dato di sapere. Il nord certo non può essere presentato come spendaccione e inefficiente! Quindi il povero Marco ha dovuto usare il solito sistema italico dell’amico per avere i dati disaggregati, che però naturalmente non sono ufficiali e quindi utilizzabili per una forte denuncia politica. Iniziamo a capire perché il FOIA abbia vita così dura a diventare legge in Italia!

Ettore Pastore Alinante interviene

Ettore Pastore Alinante interviene

Per finire illuminante è stato l’intervento, certamente più tecnico ma non per questo meno interessante, del magistrato civile del tribunale di Napoli Ettore Pastore Alinante. Il caro Ettore, mio amico dai tempi del liceo, nonché stimato, autorevole e preparato giudice civile ha avuto il difficile compito di illustrare come il principio della trasparenza, tutelato da diversi articoli della costituzione, rimanga in realtà inattuato tradendo così i dettami costituzionali. Questo, come purtroppo tanti altri principi, mostra come si sia molto, ma molto, lontani da una vera e completa applicazione della carta, fondante la nostra repubblica democratica, scritta dai costituenti nel lontano 1948. Ci ha mostrato come i primi tentativi di introdurre elementi di trasparenza nel corpo legislativo siano stati prodotti negli anni ’60 nel settore edilizio. Il tema negli anni del boom economico era molto sensibile e attuale. La grande esplosione dell’edilizia, residenziale e non, di quegli anni, unita alla naturale voglia di sapere il nostro vicino da chi aveva avuto la sua bella licenza, ammesso che l’avesse, ha ispirato il legislatore nel senso di un’introduzione, seppur limitata, sull’accesso agli atti amministrativi. Ci ha fatto poi vedere come il legislatore tra fughe in avanti e repentine ritirate non abbia mai veramente e organicamente affrontato il tema del libero e completo accesso agli atti amministrativi. Insomma il FOIA in Italia è come la tela di  Penelope che di giorno è tessuta e di notte disfatta!

Barbara Giardiello e Francesco Menna

Barbara Giardiello e Francesco Menna

In conclusione dei lavori e prima dello scioglimento dell’assemblea ho invitato a intervenire Barbara Giardiello nella qualità di amministratrice su Facebook di un gruppo da lei denominato Comitato Promotore FOIA. Barbara, con la sua consueta eleganza e chiarezza, ci ha comunicato che s’impegna a tenere aggiornato chiunque s’iscriva al gruppo sui passi in avanti compiuti nel senso dell’introduzione di un vero FOIA in Italia.

(Si ringrazia Barbara Giardiello per le fotografie)

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