Rilanciamo la recensione di Gennaro de Crescenzo, presidente del Movimento Neoborbonico
E’ stata appena pubblicata la nuova edizione aggiornata del libro di Gigi Di Fiore, “La camorra e le sue storia” (nuovo sottotitolo: “La criminalità organizzata a Napoli dalle origini alle paranze dei bimbi”). Raramente fu più opportuna e utile una nuova edizione di un libro pubblicato più di dieci anni fa. Negli ultimi tempi la camorra con le sue origini, i suoi rapporti con lo Stato e con la politica, i suoi riti e le sue conseguenze sul nostro territorio, è sempre al centro di un’attenzione mediatica a volte eccessiva.
In epoca post-Gomorra (parliamo, ovviamente, del libro di Saviano) non mancano generalizzazioni, luoghi comuni ed eccessi nel racconto di un fenomeno così delicato e complesso. Possiamo dire senza dubbi, però, che Di Fiore è stato il primo in epoca recente ad affrontare il tema in maniera approfondita e documentata e a raccontarlo in maniera efficace e accessibile in tutti i suoi aspetti. Del resto conosciamo da tempo la capacità del cronista/storico Di Fiore, autore di libri di grande successo anche sulle verità del “risorgimento” (dei classici, ormai, “Controstoria dell’unità d’Italia”. “I vinti del Risorgimento” fino al recente e apprezzatissimo “La Nazione Napoletana”). Lo schema resta lo stesso quando si parla di aspetti che hanno anticipato anche i saggi di Fiore, Benigno o Sales: dalla nascita al patto con il nuovo stato italiano nel 1860 (patto devastante e ancora attuale per il nostro tessuto sociale) fino ai drammi delle baby gang e allo sviluppo di un’organizzazione che caratterizza e condiziona la storia di Napoli e della Campania.
Un saggio, allora, per chi non lo avesse fatto ancora, da acquistare e da “utilizzare” in sede di dibattiti e confronti anche quando si parla di questioni meridionali e di riscatto di Napoli e della Campania. –Gennaro De Crescenzo

